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GENERAL REPORT 2016 - GIUGNO 2016
27 Maggio 2016

Treviso Terziaria: Costruire il Futuro
Rapporto annuale sul terziario nella provincia di Treviso

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Numero Tre
Treviso, maggio 2016

Nel corso del 2015 si avvertono ancora gli effetti della congiuntura sfavorevole che ha portato alla progressiva flessione del settore primario e soprattutto di quello secondario. Il tessuto imprenditoriale continua a manifestare segnali di sofferenza a livello regionale e locale, evidenziando tuttavia una riduzione nel numero di imprese più contenuta rispetto all’anno precedente. All’interno di un contesto in cui l’intera economia fatica a risollevarsi, anche il terziario mostra i primi sintomi di un rallentamento, che porta ad una stazionarietà del settore rispetto ai valori di crescita registrati nel 2014. In provincia di Treviso si assiste ad un lieve aumento delle unità locali terziarie (+0,1%), fra le quali si riduce tuttavia il numero delle sedi di impresa attive nel territorio (-0,1%). Sono i comparti dei servizi e del turismo a mantenere ancora saldo il settore, apportando un contributo di 272 (+1%) e 20 (+0,3%) nuove localizzazioni nel corso del 2015, mentre per le attività del commercio prosegue il trend negativo in atto già da alcuni anni (-225 unità locali, pari al -1%). 
A fronte di una certa condizione di stabilità delle imprese, avanza la graduale decrescita di figure imprenditoriali (-0,8%), già riscontrata all’interno della provincia nel corso degli anni precedenti: la componente femminile avverte i primi segnali di flessione (-0,2%), mentre continua a diminuire il numero di giovani con la volontà di intraprendere nuove attività (-4,8%) e ad aumentare la presenza di imprenditori stranieri (+0,4%). 
Nel complesso del quadro occupazionale, si riscontrano tuttavia gli effetti positivi della recente riforma del Governo introdotta con il Jobs Act, grazie alla cessione dei rapporti di collaborazione a progetto e ai contributi concessi alle imprese per il passaggio dalla forma di lavoro a tempo determinato a quella a tempo indeterminato. Nel corso dell’anno, il lavoro dipendente acquisisce +4.590 posti di lavoro prevalentemente provenienti dal settore dei servizi (+2.690 unità), dato confortante se paragonato al saldo complessivo di +315 posizioni conseguito a fine 2014 dal terziario. È il contratto a tempo indeterminato ad evidenziare il cambiamento più significativo, passando dal saldo negativo del 2014 ad uno positivo di +7.295 unità (principalmente grazie all'ingente contributo delle trasformazione da contratti a tempo determinato). Un segnale importante proviene anche dal forte aumento registrato nei flussi occupazionali dei giovani under 30, le cui opportunità lavorative raddoppiano nel corso del 2015, concludendo il periodo con +3.665 nuovi posti di lavoro (il 79,8% dei totali acquisiti dal terziario). Con l’entrata in vigore della riforma, il lavoro parasubordinato subisce una perdita di -1.555 posti di lavoro nell'ultimo anno (il 66,2% dei quali confluenti nel settore dei servizi), determinata dall'ingente diminuzione dei flussi nelle attivazioni delle forme contrattuali ivi comprese. La categoria più colpita risulta quella dei lavoratori over 30, con la riduzione di ben -1.265 posizioni occupazionali (l’81,4% sul totale provinciale). Prosegue, infine, la progressiva e costante decrescita del lavoro intermittente, già riscontrata a partire dal 2012 in occasione del restringimento degli ambiti applicativi di tale forma contrattuale introdotto dalla Legge n. 92/2012. Ammonta a -950 il bilancio dei posti di lavoro perduti nel corso del 2015,  il 76,3% dei quali derivanti dal settore turistico, comparto del terziario che più di frequente fa ricorso all'utilizzo dei contratti a chiamata.

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GENERAL REPORT 2015 - GIUGNO 2015
05 Giugno 2015

Il terziario in provincia di Treviso
Criticità, aspettative e strategie di rilancio

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Numero Due
Treviso, giugno 2015

Nel corso del 2014, il sistema imprenditoriale ha manifestato un rallentamento di cui si era già colto il segnale da alcuni anni, principalmente imputabile ad una progressiva flessione del settore primario e secondario, sia a livello regionale che provinciale. In un contesto in cui l’intera economia sta subendo gli effetti della peggiore crisi dal secondo dopoguerra ad oggi, il terziario continua invece a confermare la sua capacità di tenuta. Rispetto al 2013, in provincia di Treviso si registra un aumento nel numero delle sedi d’impresa (+0,2% le imprese registrate e +0,1% le imprese attive) e più in generale delle unità locali (+0,3%). Sono i comparti dei servizi e del turismo a contribuire maggiormente a questa tendenza, apportando nel corso del 2014 rispettivamente 182 e 86 nuove localizzazioni (+0,7% e +1,5%), mentre le attività commerciali continuano a manifestare segnali di difficoltà (-109 unità locali, pari a -0,5%). 
A fronte di tale crescita, si evidenzia un calo generalizzato nel numero di figure imprenditoriali della Marca Trevigiana impiegate nel settore terziario (-0,6%). Anche in questo caso è il commercio a risentirne maggiormente, perdendo nel 2014 un totale di 325 imprenditori (-1,2%). Più contenute le variazioni relative ai comparti dei servizi e del turismo, che vedono una diminuzione di 110 e 19 imprenditori (-0,3% e -0,2%). Nel frattempo continua ad abbassarsi il numero di giovani che intraprende nuove attività imprenditoriali (-1,7%), mentre aumentano la componente femminile (+0,1%) e quella straniera (+2,7%). 
Da un punto di vista occupazionale, il primo semestre 2014 si rivela ancora un periodo di sofferenza, segnando una perdita di -1.295 posti di lavoro dipendente. È importante tuttavia notare come la contrazione dei posti di lavoro si sia dimezzata rispetto al primo semestre 2013, indice di un rallentamento della caduta occupazionale. Da considerare, inoltre, che i primi sei mesi dell’anno del terizario trevigiano risentono generalmente della dinamica negativa che contraddistingue il settore dei servizi nel secondo trimestre, generata dal turnover occupazionale registrato dal comparto dell’istruzione. Nel corso del successivo semestre si è soliti invece riscontrare un recupero occupazionale, che determina alla fine dell’anno un saldo complessivo positivo o solo leggermente negativo. La flessione del lavoro dipendente avvenuta nei primi sei mesi del 2014 si deve dunque principalmente alla crisi del comparto dei servizi (-1.584 posti di lavoro) e in particolare a quella del settore pubblico (scuola in primis), attenuata dalla lieve compensazione dei saldi rilevati nel turismo (+193 posti di lavoro) e nel commercio (+96 posti di lavoro). I lavoratori più colpiti, rispetto al primo semestre del 2013, sono le donne (-1.775 posti di lavoro) e gli over 30 (-2.734 posti di lavoro). Positivo il dato relativo alla componente giovanile, in aumento durante lo stesso periodo di +1.439 unità, anche se la maggior parte delle assunzioni nel settore terziario (64%) continuano ad avvenire sotto forma di contratti temporanei (tempo determinato, di sostituzione e interinale).

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THEMATIC REPORT 1 - GENNAIO 2015
19 Gennaio 2015

I KIBS CONTRO LA CRISI 
Innovazione e capitale umano fattori di sviluppo

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L’uso ormai comune del termine knowledge economy è sintomo della crescente rilevanza della “conoscenza” all’interno dei processi innovativi, a testimonianza di come questo valore immateriale sia diventato uno dei fattori economici principali della società odierna. Nella cosiddetta K-economy assumono un’importanza sempre più crescente le aziende di servizi ad alta intensità di conoscenza denominate KIBS (Knowledge-Intensive Business Services). La capacità di creare e manipolare conoscenza si sta rivelando cruciale per la competitività dei sistemi economici territoriali e costituisce al giorno d’oggi un vantaggio per le imprese, un elemento strategico e un fattore distintivo per la produzione di valore aggiunto e la creazione di valore economico. È così che negli ultimi anni si è assistito ad una crescita sostanziale dei KIBS, il cui spessore è confermato dal loro peso via via più consistente, sia a livello di valore aggiunto sia di addetti. I KIBS svolgono un ruolo tanto più rilevante quanto più riescono a supportare il dinamismo territoriale in termini di innovazione e sviluppo, operando non solo come agenti capaci di acquisire conoscenza dall’esterno, ma anche come canali di diffusione nei circuiti locali in cui sono inseriti. All’interno di una rete così organizzata l’intero sistema delle imprese gode di un vantaggio aggiuntivo. Aumentano le possibilità di acquisire nuovo know-how e al tempo stesso di co-partecipare al processo di ideazione di nuova conoscenza, generando così un flusso continuo di stimoli che vanno ad arricchire il territorio, indirizzandolo verso nuove occasioni di sviluppo. La finalità del presente rapporto è quella di mappare il sistema economico dei KIBS nella provincia di Treviso, proponendo un confronto con le altre realtà territoriali della regione del Veneto. Considerata la valenza di queste attività, si ritiene utile poter disporre di una corretta e completa visione del fenomeno che lo quantifichi e lo fotografi nelle sue principali peculiarità.

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FOCUS REPORT 3 - AGOSTO 2014
07 Agosto 2014

KIBS: il percorso della conoscenza
nella provincia di Treviso

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Secondo i dati forniti dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Treviso, al primo trimestre 2014 nella provincia di Treviso sono 5.417 le unità locali definite come KIBS (Knowledge-Intensive Businenss Service) e 8.087 (11% del totale terziario) gli imprenditori in esse occupati. Tali imprese e studi professionali, che forniscono servizi avanzati ad elevato valore aggiunto e fanno dell’intensivo utilizzo e trasferimento di conoscenza uno dei fattori chiave della loro attività, costituiscono il 10% delle localizzazioni registrate nel settore terziario e il 21% del solo comparto dei servizi. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente queste attività non hanno subìto variazioni significative. 

Unascom Confcommercio Treviso (Federazione Territoriale delle Ascom della provincia di Treviso) ed EBiCom (Ente Bilaterale della provincia di Treviso Commercio Turismo Servizi), in collaborazione con la società di ricerca EconLab Research Network, hanno realizzato un’indagine con l’obiettivo di studiare il percorso di formazione della conoscenza e del modo in cui questo fattore si accumula nel tempo, all’interno delle aziende e degli studi facenti parte dei KIBS. Il Focus presenta la composizione del campione intervistato, la formazione scolastica e professionale degli addetti nelle imprese/studi KIBS e le modalità con cui accrescono le loro competenze nel tempo.

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GENERAL REPORT 2014 - GIUGNO 2014
14 Giugno 2014

Il terziario in provincia di Treviso
Crisi, trasformazioni e opportunità di sviluppo

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Numero Uno
Treviso, giugno 2014

E’ una provincia che sta tirando fuori una forte vocazione terziaria, con eserciti di piccole e piccolissime imprese, dislocate in ordine sparso lungo tutto l’asse Nord-Sud, da Vittorio Veneto a Mogliano, quella “ritratta” nella fotografia scattata dal Centro studi sul terziario trevigiano di Confcommercio ed EBiCom, con il supporto di Veneto Banca, che oggi, venerdi 13 giugno, ha presentato il General Report 2014 all’Auditorium S. Croce, alla platea di politici, imprenditori, sindacati.

Già dallo scorso anno, il commercio, il turismo ed i servizi della provincia di Treviso trovano nel Centro Studi un monitoraggio costante e ragionato che EBiCom e Confcommercio mettono a disposizione dell’intera comunità per comprendere a fondo la fisionomia economica del territorio.
Mentre a giugno del 2013 il terziario (rispetto all’anno precedente), appariva forte numericamente e con tutte le possibilità di passare da “gregario” a “trainante”, nel giugno 2014 il terziario sente tutto il peso della crisi, che nel 2013 si è fatta sentire in tutti i settori, pur confermandolo, con le sue 54.688 unità locali, pari al 56% dell’economia, il più “consistente” dell’intera economia, al quarto posto tra le provincie venete e tutto sommato ancora “resistente”, visto che riesce a vantare un saldo complessivo di 106 nuove aziende sorte negli ultimi due anni.

Ecco in sintesi, tutti i numeri del terziario: 23.380 imprese (43%del totale) sono nel commercio, 5.800 imprese (11%) sono nel turismo, mentre 25.488 imprese (46% ) sono nei servizi. In totale conta 73.155 imprenditori attivi, in gran parte compresi nelle due fasce di età 30-49 e 50-69 anni. Sul fronte occupazionale, il terziario coinvolge un numero complessivo di 214 mila lavoratori (pari al 56% del totale occupazionale provinciale), ma nell’ultimo anno il terziario perde 3.588 posti di lavoro, cresce nel complesso il ricorso al lavoro temporaneo e determinato.

Un veloce sguardo ai vari settori fa vedere aumenti in particolare nei settori del commercio, come la vendita porta a porta, nei banchi e nei mercati cittadini, mentre calano moda ed abbigliamento, mobili, articoli per la casa ed illuminazione, ma anche auto, moto ed immobili, segno evidente che i consumatori trevigiani sono sempre più propensi a rinunciare o a rinviare gli acquisti importanti ed impegnativi. 
Non rinunciano invece ai servizi alla persona e di cura, si consolidano infatti tutti gli investimenti sul benessere, anche sulle assicurazioni e sulla consulenza professionale e scientifica (agraria, sicurezza).
Sul fronte ricettivo e del divertimento, mantengono ritmi di crescita le attività di lotteria, le scommesse, le case da gioco, elementi questi che danno l’idea della fragilità della società attuale e che pongono alla comunità nuove sfide educative.

Se volessimo tracciare una traiettoria nel breve e medio termine, si potrebbe dire che il terziario appare un settore “accogliente” per professioni specializzate che mirano alla cura della persona, dell’anziano, o che riguardano in generale l’istruzione, per servizi tecnici molto qualificati in materia di sicurezza, ICT, agraria, per un commercio alimentare ed una ristorazione che puntano al biologico, al km zero, al naturale, per formule turistiche innovative per brevi soggiorni. Tengono, in sostanza, tutti i servizi che ruotano attorno al “sociale”, al turismo sostenibile, ed all’alimentazione sana e naturale.

Grazie allo strumento conoscitivo del General Report, “la bilateralità”- conferma Mario Piovesan, presidente di EBiCom- “potrà indirizzare risorse per progetti formativi ed avviare sostegni mirati ad imprese e lavoratori, nel segno della riqualificazione necessaria per interpretare le sfide della nuova economia.”
“A questo mondo che sta cambiando, fatto di piccole imprese e piccoli fatturati”- conclude il presidente di Confcommercio Guido Pomini- “occorre dare risposte e certezze, e soprattutto segnali concreti da parte della Politica”.

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FOCUS REPORT 2 - MARZO 2014
01 Marzo 2014

I giovani imprenditori del Terziario
nella provincia di Treviso

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L’imprenditoria giovanile è considerata da sempre un fattore determinante per il rinnovo del tessuto imprenditoriale e per lo sviluppo economico locale. Lo diventa soprattutto in un periodo come quello attuale, in cui la disoccupazione giovanile sta registrando tassi elevati rispetto al passato e le opportunità di lavoro sono inferiori al numero dei diplomati e laureati che ogni anno terminano gli studi.
Secondo un comunicato stampa emesso da Unioncamere nel mese di febbraio 2014, sono oltre 10mila i giovani italiani con meno di 35 anni che, nel corso del 2013, hanno costituito società a responsabilità limitata semplificate, grazie alla legge n. 27 del 24 marzo 2012. Tale normativa, pienamente operativa da agosto dello stesso anno, ha dato la possibilità di avviare un’impresa con un capitale sociale inferiore ai 10mila euro, senza ulteriori spese amministrative. In questo senso, l’incentivo all’autoimprenditorialità potrebbe fornire una risposta alla crisi che sta investendo le nuove generazioni.

Nel complesso dell’economia regionale, i giovani imprenditori del Veneto ammontano a 31.018 (dati Infocamere 2013), di cui 20.628 maschi e 10.390 femmine. La provincia di Treviso raccoglie circa il 17% delle iniziative imprenditoriali giovanili della regione, stabilendosi al quarto posto rispetto alle altre province. Le attività si concentrano per la maggior parte nel settore Terziario, in particolare per il 43% nei Servizi, per il 35% nel Commercio e per il 22% nel Turismo.

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FOCUS REPORT 1 - GENNAIO 2014
01 Gennaio 2014

Imprese: la domanda di lavoro
nella provincia di Treviso

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Il mercato del lavoro in Italia sta cambiando rapidamente a seguito della Riforma Fornero entrata in vigore con la Legge n.92 del 28 giugno 2012, che ha modificato la disciplina di alcune tipologie contrattuali quali il contratto a tempo determinato, l’apprendistato, il lavoro intermittente e il lavoro accessorio. 
Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la riforma è mirata alla creazione di un mercato del lavoro più dinamico, favorendo l’instaurazione di rapporti di lavoro più stabili - con contratti a tempo indeterminato come principale forma di assunzione - e contrastando l’uso improprio dei cosiddetti contratti flessibili. Con l’ampliamento del contratto di apprendistato, il legislatore pone inoltre l’attenzione sui giovani e in particolar modo sulla formazione, allo scopo di facilitarne l’inserimento nel mondo del lavoro.

Alcuni degli effetti della riforma si possono rilevare dall’indagine trimestrale Excelsior sul lavoro dipendente, effettuata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro. I dati raccolti al primo trimestre del 2013 evidenziano per l’Italia una domanda di lavoro delle imprese invariata rispetto all’ultimo trimestre del 2012. Le posizioni aperte attualmente presenti nel Paese ammontano a circa 226 mila, il 61% delle quali riguardano opportunità di lavoro dipendente.

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GENERAL REPORT 2013 - MAGGIO 2013
04 Novembre 2013

Il terziario in provincia di Treviso
Analisi ed evidenzie del sistema economico terziario

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Numero Zero
Treviso, maggio 2013

Non c’è ripresa senza terziario: è questa la premessa dalla quale è nato il progetto che assume ora, grazie anche alla realizzazione di questo volume, forma e sostanza. Occorre comprendere a fondo questo variegato comparto, fatto di piccole, medie o grandi imprese che operano nel commercio, nella distribuzione, nel turismo e nei servizi, con l’obiettivo di definire i nuovi contorni di questo ampio arcipelago economico che segnerà il passo nella difficile e, forse non ancora vicina, strada della ripresa.
Questi anni di crisi hanno cambiato la geografia del sistema economico, sia nazionale che locale, facendo sparire le realtà tradizionali e meno dinamiche e mettendo in evidenza - e l’autorevole studio contenuto in queste pagine lo dimostra - il fatto che sarà proprio il terziario, con le sue connotazioni innovative, flessibili, dinamiche, ma anche umane e sociali, a caratterizzare la nuova Economia, quella con la lettera maiuscola che riuscirà a superare la prova della crisi e che si connoterà con produzioni eccellenti, con idee di qualità, con aggregazioni tra imprese e servizi ad alto contenuto di conoscenza, con l’inserimento nel mercato di nuove professioni. L’economia che verrà non potrà prescindere da una nuova alleanza: quella di un sistema manifatturiero nuovo e moderno, supportato ed amplificato da un sistema terziario in grado di offrire reti distributive efficienti, servizi qualificati e competitivi, valore aggiunto e comunicazione al prodotto.
Solo così, si potrà ripensare ad un nuovo modello di sviluppo, che guarda al futuro attraverso due dimensioni: quella verticale e qualitativa delle produzioni e quella orizzontale ed ampia dei servizi e del commercio, per una visione di insieme che ridarà al terziario una nuova sovranità fatta di competitività, valore, conoscenza e qualità.In questa nuova mappatura - che avrà anche il merito e l’onore di far emergere “i territori” con le loro peculiarità ed eccellenze - anche il turismo troverà nuova linfa e sostegno. Sarà importante muovere davvero, tutte insieme, le leve dello sviluppo, ben sapendo quanto è importante il turismo come volano per l’economia, per l’industria culturale, per l’evoluzione della società ed il benessere degli individui.

Con questa forte consapevolezza ed in questo specifico contesto, è maturata l’idea di scandagliare a fondo il terziario e di dedicargli un’intensa giornata di studio, per scattare sì una bella e suggestiva fotografia del terziario, ma soprattutto col desiderio di incorniciarla degnamente, fornendo quindi risposte politiche mirate, mettendo in campo le necessarie strategie, individuando nuovi strumenti contrattuali e prevedendo adeguati incentivi per lo sviluppo.

Guido Pomini
Presidente provinciale Confcommercio


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