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27 MAGGIO 2016 - “TREVISO TERZIARIA: COSTRUIRE IL FUTURO”

Come si evolvono il tessuto imprenditoriale ed il mercato del lavoro in provincia di Treviso, quali sono le aspettative delle imprese, quali i settori in crescita, come si sta strutturando il rapporto tra scuole ed imprese. Sono questi i temi che verranno analizzati e discussi domattina (oggi, venerdi 27 maggio 2016), dalle 9,30 alle 12,30, nella mattinata convegnistica dedicata al terziario organizzata da Confcommercio ed EBiCom, nella sala conferenze della Camera di Commercio di Treviso. 

“TREVISO TERZIARIA: COSTRUIRE IL FUTURO”, VENERDI 27 MAGGIO 2016 DALLE 9,30 ALLE 12,30 PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE CON DATI ED ASPETTATIVE DELLE IMPRESE

La mattinata è divisa in due parti: un prima parte, dalle 9,30 fino alle 10,30 circa, con l’introduzione di Mario Piovesan, presidente di EBiCom e gli interventi di Mariano Bella (Centro studi Confcommercio) e Alessandro Minello (Centro studi EBiComLab). Concluderà la prima parte Renato Salvadori, presidente di Confcommercio Treviso.

La seconda parte della mattinata (dalle 10,30 alle 12,30) vedrà il focus su “scuola ed imprese” con la presentazione della ricerca, da parte di Alessia Bernardi di EBiComLab, sulla “congruenza tra profili professionali richiesti e POF scolastici” ed una tavola rotonda nella quale si confronteranno: Barbara Sardella (dirigente Ufficio scolastico Treviso), Tiziano Barone (direttore di Veneto Lavoro), Valentina Cremona (dirigente Confcommercio con delega ai rapporti con la scuola), Federico Callegari (direttore Osservatorio economico CCIAA Treviso). In conclusione interverranno: Giorgio Santini, senatore e Maurizio Castro, docente di relazioni industriali. Modera il giornalista Luca Pinzi.

Prima dell’inizio della tavola rotonda, è prevista la premiazione di una classe, la seconda B dell’Istituto Galilei di Breda (TV), vincitrice del concorso interscolastico nazionale “Il mestiere del futuro” indetto da Confcommercio nell’ambito delle attività di orientamento previste per la scuola media inferiore. Ritirerà il premio una delegazione di studenti, accompagnati dalla Preside Nicoletta Marin e dalla docente referente del progetto Loredana Nisi.

L’appuntamento di venerdi 27 maggio dedicato alla presentazione dei dati annuali del General Report giunge alla sua quarta edizione ed offre un monitoraggio costante ed aggiornato su un settore dell’economia che, negli ultimi anni, ha dimostrato di poter trainare la ripresa. Il 2015 si è concluso all’insegna della stazionarietà, con il commercio che ancora rallenta ed il turismo ed i servizi che supportano la tenuta del settore. Il lavoro dipendente presenta un trend in aumento, in stretta relazione con le novità introdotte dal Jobs Act. Verrà proiettato un breve video con la testimonianza di un imprenditore del settore auto moto e la ricerca di profili professionali adeguati.

5 GIUGNO 2015 - FLESSIBILITÁ, CREATIVITÁ E FANTASIA: COSÌ IL TERZIARIO GUARDA AL FUTURO

La giornata dell’economia terziaria organizzata da EbiCom e Confcommercio ha fatto luce sul cambiamento in atto. “Non siamo più in crisi ma in profondo cambiamento, ed il futuro è di chi riesce a comprenderlo e ad intercettare le tendenze del mercato prima degli altri”. E’ questa una delle conclusioni della giornata dell’economia terziaria, organizzata da EbiCom e Confcommercio con il sostegno di Veneto Banca, svoltasi oggi, in Camera di Commercio, per la presentazione del General Report, ovvero il rapporto ufficiale sull’andamento economico ed occupazionale del commercio, del turismo e dei servizi, realizzato dal Centro studi EBiComLab. E se l’edizione scorsa del report annuale dimostrava un terziario che, pur avendo assorbito, in parte, negli anni, i “fuoriusciti” dal manifatturiero a casa della crisi, faceva molta fatica ad imboccare la strada della ripresa, i numeri di quest’anno, pur non altisonanti- ha spiegato il coordinatore del Centro Studi Alessandro Minello- “ dimostrano che, merito anche dell’impatto positivo del jobs act nei primi mesi dell’anno, che ripresa ed occupazione non sono più solo sogni. 

A fine 2014, le unità locali del terziario crescono dell’ 0,3% ed i flussi del lavoro dimostrano chiaramente che hanno saldi positivi quelli con contratti “flessibili” (+ 4200 per un 13,8% di aumento rispetto al primo trim. 2014) e quelli con contratti “intermittenti” (+985). Anche il lavoro a tempo indeterminato, quasi uno sconosciuto nel linguaggio degli ultimi 8 anni di crisi, in realtà vede un 39% di contratti derivanti da trasformazioni di precedenti contratti (determinato). Riguardo al sentiment delle imprese, se il 73% chiede agevolazioni fiscali e burocratiche perché ritiene elevata la tassazione, oltre il 44% ha un’attesa di aumento per il prossimo anno.”

“Attese che possono venire soddisfatte se”- come ha spiegato il sociologo Francesco Morace- “le imprese riusciranno a superare il problema della dimensionalità, facendo emergere la loro unicità, credibilità, capacità distintiva, nell’ottica della seconda globalizzazione, nella quale i valori locali diventano risorse da comunicare e raccontare al mondo in maniera innovativa.”
Più tecnologia, più lingue straniere, più digitale, più formazione, potranno dunque offrire anche al piccolo commerciante una grande occasione per dimostrare al mercato globale la bontà del proprio prodotto, l’unicità del proprio punto vendita, o la bellezza di uno dei nostri luoghi.

In questo scenario- ha concluso il presidente di EbiCom Mario Piovesan- “la bilateralità, che in questi decenni ha portato al terziario trevigiano un consistente contributo in termini di welfare e di modernità- non può che mettere in campo strumenti concreti per sostenere la flessibilità che avanza e per riconoscere ruolo e riconoscimenti adeguati al nuovo terziario, fatto di idee, creatività e passione.”

“Siamo di fronte ad una nuova sfida” – ha affermato il presidente di Confcommercio Renato Salvadori- “che si rivolge alla imprese ma anche al territorio intero. Enti ed Associazioni dovranno favorire il cambiamento offrendo grandi possibilità di formazione per le nuove figure professionali , ma anche strumenti per raccontare in maniera diversa le tante bellezze ed i grandiosi prodotti tipici (tre per esemplificare: radicchio, prosecco, tiramisù) che il mondo invidia alla Marca trevigiana ma che non sappiamo valorizzare adeguatamente. Il tiramisù è il dolce più conosciuto al mondo ma pochi sanno che è nato a Treviso.”

Leggi i dati della relazione di Alessandro Minello:

5 GIUGNO 2015 - CREATIVITÁ, PASSIONE E FANTASIA: ECCO LA MARCA CHE CRESCE

Se il 44% delle imprese intervistate dal Centro Studi di EbiCom e Confcommercio nella ricerca presentata al convegno di oggi pensa ad un futuro positivo, c’è chi, sul concetto di crescita, di innovazione e di positività, ha costruito il proprio progetto imprenditoriale e la propria bandiera. Veronica Balbi di Gushmag, Debora Oliosi di Delicanto, e Fabio Brescacin di EcorNaturasi hanno raccontato al convegno del 5 giugno le loro storie imprenditoriali.

Ecco quindi la storia imprenditoriale di Fabio Brescacin, imprenditore e presidente di EcorNaturasi, un’azienda che opera da 30 anni nel settore dell’alimentare biologico “ben prima che diventasse di moda” e che ora ha una rete di migliaia di negozi e supermercati in tutta Italia, 1000 dipendenti e 300 milioni di fatturato, e non conosce arresti di alcun genere. Nata da un’intuizione molto semplice attribuibile al desiderio di “rispondere con trasparenza ai bisogni del consumatore”, l’azienda agricola è cresciuta negli anni, tanto da diventare una catena di retail, ma anche una modello innovativo di welfare dove il “vero padrone” è il bene comune, la solidarietà, fatta di gesti concreti, di una cassa per i dipendenti per tutelare la salute, di premi incentivanti, di progetti innovativi che offrono sicurezza e salute al consumatore finale, ma anche ricchezza complessiva al territorio.

È un turismo alternativo, che offre esperienze emozionali e nuove occasione di benessere al ricco turista anglosassone quella di Delicanto, società di travel specialist fondata a Treviso da Debora Oliosi, 39 anni, un diploma di scuola superiore e 5 società, un’azienda di famiglia metalmeccanica risanata dai debiti e rivenduta anni dopo in buone condizioni. Talento digitale, intelligenza, coraggio e determinazione hanno consentito a Debora Oliosi di cimentarsi ora nel turismo alternativo, passando attraverso felici esperienze imprenditoriali di web marketing, di e-commerce e e-learning. Delicanto non offre soggiorni, ma esperienze indimenticabili nei luoghi più suggestivi della Marca trevigiana.

Nata come aggregatore di rubriche, diventata ben presto un network, è ora una vera e propria Community che si mette a disposizione del mercato per raccontare nel web le idee ed i progetti delle piccole imprese, la piattaforma Gushmag. Iinventata un anno fa da Veronica Balbi, 26 anni, una laurea in filosofia ad un passo dal raggiungimento ed una formazione vissuta nella cornice di H-farm, nel periodo “sospeso” della maternità, ha trasformato l’idea di rete in un vero e proprio progetto editoriale, in una redazione composta da ragazzi e ragazze che ogni giorno sfidano il web creando occasione di confronto, raccontando con tutta la competenza digitale necessaria , idee, aziende e prodotti innovativi.
19 GENNAIO 2015 - SERVIZI E TERZIARIO CON SEGNO PIU’: DAI KIBS ENERGIE PER LA RIPRESA

Il rapporto di fine 2014 elaborato da EBiComLab (centro studi di EBiCom e Confcommercio) sui KIBS (attività imprenditoriali ad alto contenuto innovativo e tecnologico) sottolinea, in provincia di Treviso, una crescita delle attività legate a conoscenza, competenza e capitale umano.

Mentre il Nordest fa i conti con una profonda trasformazione che, anche in questo inizio 2015, si fatica a decifrare e che lascia intravvedere, a stento, timidi ed altalenanti segnali di ripresa, lo studio sui KIBS  (Knowledge Intensive Business Service, ovvero imprese ad alto tasso di conoscenza) edito EBiComLab –Centro studi sul terziario trevigiano, a fine 2014 parla chiaro: la futura linfa economica del nuovo NordEst, il nuovo capitale, è e sarà sempre più quello “umano” e “competente dei kibs”, ovvero la nuova categoria destinata a innervare profondamente l’operatività terziaria della nostra terra.

I KIBS – ora associati e strutturati come gruppo sindacale in ConfCommercio- dopo essere nati in ordine sparso ed aver lavorato in maniera disseminata, si configurano come un vero e proprio esercito di “innovatori”, difficile da inquadrare nelle statistiche economiche, fatto di imprese e professionisti che lavorano collocandosi “alla base del processo industriale o di servizio”, erogando servizi e conoscenze, ponendosi come interfaccia nei processi di innovazione e di sviluppo.

Il rapporto del Centro Studi, redatto al termine di un lavoro certosino che ha raggruppato, in uno slalom tra codici Ateco e nomenclature europee, diverse categorie di società e di servizi, ci restituisce una chiara fotografia del comparto. I settori in cui operano i KIBS sono riconducibili a 5 ambiti: progettazione e design, consulenza aziendale, ricerca e sviluppo, comunicazione, ricerche e marketing, ICT, per un totale di 29 mila unità presenti in Veneto, secondo una graduatoria numerica che vede Padova in testa, Treviso in seconda posizione, ed a seguire Verona, Vicenza, Venezia, Rovigo e Belluno. Treviso spicca anche per “tasso di imprenditorialità altamente tecnologica (ovvero il numero di unità locali ogni 1000 abitanti): 6,14 imprese per 1000 abitanti contro un tasso medio regionale di 5,89, per un totale di 5.451 unità censite a fine 2014. In provincia di Treviso, i settori che “vanno” sono, nell’ordine: progettazione e design, ICT, consulenza aziendale, comunicazione e marketing, ricerca e sviluppo. Tra i comuni ad alta vocazione terziaria, si distingue l’asse “attrattivo” Treviso-Villorba, anche se Conegliano brilla per consulenza aziendale, così come stupiscono Paderno del Grappa e Refrontolo per specializzazioni in ricerca e sviluppo.

Se i KIBS si configurano chiaramente come “generatori di innovazione”, operando, spesso dai loro uffici o dalle loro postazioni, all’interno delle aziende, stentano ancora a consolidarsi come solidi datori di lavoro, visto che i contratti maggiormente utilizzati, sempre per la provincia di Treviso che conta 2200 lavoratori assunti, sono i contratti a tempo determinato (553), il tirocinio (371), l’interinale (345), ed infine l’indeterminato con un numero esiguo di contratti (316). Se ICT, comunicazione, design, marketing sembrano essere il nuovo vocabolario economico del terziario trevigiano, scendendo nel dettaglio dei codici il rapporto segnala che le professioni emergenti nel trevigiano a fine 2014 sono legate essenzialmente a: ingegneria ambientale, geologia, ricerca ed ambiente, con qualche incursione tra le scienze sociali ed umanistiche. Segno evidente che bonifiche del suolo, consulenze per impatto ambientale, riconversioni dei capannoni, call center e ricerche di mercato sono ambiti concreti in cui è ancora possibile lavorare, soprattutto se si è giovani e preparati nella green economy. In tempi di scelte ed orientamenti scolastici è bene tenerne conto. Lo studio-  conferma Alessandro Minello, presidente del gruppo KIBS, “sottolinea il fatto che il capitale umano è e sarà sempre più un’arma vincente per superare la crisi, e l’aumento numerico delle unità locali di questo settore negli ultimi anni lo dimostra, così come sarà importante mantenere elevata la capacità di programmazione e ri-organizzazione nelle aziende.” “Infine”- conclude il presidente di Confcommercio Renato Salvadori-“in un momento di confusione e difficoltà generale come questo, imprese ed imprenditori hanno bisogno di stimoli ed orientamento. I KIBS, possono davvero essere il lievito adatto a far ripartire il sistema economico alla disperata ricerca di strumenti di lettura adeguati ad interpretare un mondo in vorticosa modificazione. Per tale motivo questo esercito di pensatori ed innovatori va supportato con adeguate politiche fiscali, efficaci strumenti di flessibilità ed adeguati incentivi.”

13 GIUGNO 2014 - IL TERZIARIO RALLENTA LA SUA CORSA: NON SIAMO PIÙ IN CRISI, MA IN PIENA “METAMORFOSI”

Cambia il modello di sviluppo della provincia di Treviso (ed anche del Veneto). Se, dopo un 2013, il terziario - pur dimostrandosi ancora resiliente rispetto alla crisi - dimostra - come ha affermato nel corso della giornata di studio Alessandro Minello, direttore del Centro Studi EBiComLab“ - di rallentare la sua corsa e di mantenere uno sviluppo che appare ora “senza occupazione”, con una grande richiesta di “flessibilità virtuosa”, dove possono trovare spazio anche le figure professionali più creative ed innovative, appare di fronte ad alcune importanti sfide”. “La prima” – ha ribadito Minello- “è quella generazionale. Il tessuto imprenditoriale terziario è costituito da pochi giovani, che devono essere guidati e sostenuti, con “incubatori” a disposizione, perché possa instaurarsi una corretta cultura imprenditoriale. La seconda è quella territoriale: occorre guardare oltre il limite dimensionale provinciale, favorire le aggregazioni, intraprendere nuove progettualità, accedere a fondi comunitari, avviare accordi interistituzionali per innalzare la competitività del sistema”.
Sfide condivise anche dagli esperti intervenuti al convegno, Mariano Bella (direttore del centro studi Confcommercio) e dai  sociologiVittorio Filippi, coordinatore dell’Osservatorio sui consumi, che ha ribadito come, in questa fase di transizione, i consumi siano radicalmente cambiati e diventati “adattivi” e da Aldo Bonomi, che, nelle conclusioni, ha sottolineato come “l’epoca del 900 sia finita, e come occorra ragionare con nuovi paradigmi di sviluppo.” Nella metamorfosi - perche tale è (non più crisi) – occorre abbandonare i concetti tradizionali del ‘900: come ad esempio quelli della “finanziaria” a cui attingere (possiamo solo gestire i tagli dello Stato) , del ceto medio da rappresentare (è sparito e non consuma più come prima), delle città delimitate ed autoreferenziali (devono trasformarsi in smart city portandosi dietro le smart land). Se non c’è più l’epoca dei capannoni (oggi dismessi), nemmeno quella dei megastore e dei centri commerciali (tutti in crisi per calo di domanda), non più quella dell’impresa diffusa (finita anche quella), occorre chiedersi non cosa “non c’è più” ma affrettarsi a comprendere “cosa deve ancora arrivare”, perché sta in questa comprensione, rapida ed efficace, la possibilità di ripresa di questo territorio. È fondamentale riuscire ad intercettare, anticipandolo, il futuro, ad arrivare laddove si profilano le tendenze, prima di venire travolti da nuove, inaspettate rivoluzioni”.

Un cambiamento forte - quello delineato da Bonomi - che si preannuncia non privo di criticità e conflittualità, condiviso anche daOscar Giannino, che ha ribadito come in questo contesto di “terziarizzazione”, oggi (molto più di ieri), sia necessario “cambiare testa”, e fare “rapidi e non piccoli passi in avanti”, per agganciare la ripresa di reddito, occupazione, produttività.

Treviso, 13 giugno 2014 (post-convegno).
13 GIUGNO 2014 - TREVISO, GIORNATA PROVINCIALE DEL TERZIARIO SCATTATA LA FOTOGRAFIA ANNUALE DELLA MARCA TREVIGIANA, ECCO COME CAMBIA L’ECONOMIA

È una provincia che sta tirando fuori una forte vocazione terziaria, con eserciti di piccole e piccolissime imprese, dislocate in ordine sparso lungo tutto l’asse Nord-Sud, da Vittorio Veneto a Mogliano, quella “ritratta” nella fotografia scattata dal Centro Studi sul terziario trevigiano di Confcommercio ed EBiCom,  con il supporto di Veneto Banca, che oggi, venerdi 13 giugno, ha presentato il General Report all’Auditorium S. Croce, alla platea di politici, imprenditori, sindacati.

Già dallo scorso anno, il commercio, il turismo ed i servizi della provincia di Treviso trovano nel Centro Studi un monitoraggio costante e ragionato che EBiCom e Confcommercio mettono a disposizione dell’intera comunità per comprendere a fondo la fisionomia economica del territorio.

Mentre a giugno del 2013 il terziario (rispetto all’anno precedente), appariva forte numericamente e con tutte le possibilità di passare da “gregario” a “trainante”, nel giugno 2014 il terziario sente tutto il peso della crisi, che nel 2013 si è fatta sentire in tutti i settori, pur confermandolo, con le sue 54.688 unità locali, pari al 56% dell’economia, il più “consistente” dell’intera economia, al quarto posto tra le provincie venete e tutto sommato ancora “resistente”, visto che riesce a vantare un saldo complessivo di 106 nuove aziende sorte negli ultimi due anni.

Ecco in sintesi, tutti i numeri del terziario: 23.380 imprese (43%del totale) sono nel commercio, 5.800 imprese (11%) sono nel turismo, mentre 25.488 imprese (46% ) sono nei servizi. In totale conta 73.155 imprenditori attivi, in gran parte compresi nelle due fasce di età 30-49 e 50-69 anni. Sul fronte occupazionale, il terziario coinvolge un numero complessivo di 214 mila lavoratori (pari al 56% del totale occupazionale provinciale), ma nell’ultimo anno il terziario perde 3.588 posti di lavoro, cresce nel complesso il ricorso al lavoro temporaneo e determinato.

Un veloce sguardo ai vari settori fa vedere aumenti in particolare nei settori del commercio, come la vendita porta a porta, nei banchi e nei mercati cittadini, mentre calano moda ed abbigliamento, mobili, articoli per la casa ed illuminazione, ma anche auto, moto ed immobili, segno evidente che i consumatori trevigiani sono sempre più propensi a rinunciare o a rinviare gli acquisti importanti ed impegnativi. Non rinunciano invece ai servizi alla persona e di cura, si consolidano infatti tutti gli investimenti sul benessere, anche sulle assicurazioni e sulla consulenza professionale e scientifica (agraria, sicurezza).

Sul fronte ricettivo e del divertimento, mantengono ritmi di crescita le attività di lotteria, le scommesse, le case da gioco, elementi questi che danno l’idea della fragilità della società attuale e che pongono alla comunità nuove sfide educative.

Se volessimo tracciare una traiettoria nel breve e medio termine, si potrebbe dire che il terziario appare un settore “accogliente” per professioni specializzate che mirano alla cura della persona, dell’anziano, o che riguardano in generale l’istruzione, per servizi tecnici molto qualificati in materia di sicurezza, ICT, agraria, per un commercio alimentare ed una ristorazione che puntano al biologico, al km zero, al naturale, per formule turistiche innovative per brevi soggiorni. Tengono, in sostanza, tutti i servizi che ruotano attorno al “sociale”, al turismo sostenibile, ed all’alimentazione sana e naturale.

Grazie allo strumento conoscitivo del General Report, “la bilateralità”- conferma Mario Piovesan, presidente di EBiCom- “potrà indirizzare risorse per progetti formativi ed avviare sostegni mirati ad imprese e lavoratori, nel segno della riqualificazione necessaria per interpretare le sfide della nuova economia.”

“A questo mondo che sta cambiando, fatto di piccole imprese e piccoli fatturati” - conclude il presidente di Confcommercio Guido Pomini - “occorre dare risposte e certezze, e soprattutto segnali concreti da parte della Politica”.

 

Ufficio stampa, Silvia Milani, unascom@milanipress.it, tel. 0422 69.79.66