sei in: Pubblicazioni > Focus Report


 
FOCUS REPORT - MAGGIO 2017

LE ASPETTATIVE DELLE IMPRESE PER IL 2017
Rilevazione annuale sul sentiment delle aziende terziarie della provincia di Treviso

Giunge alla sua terza edizione la rilevazione sull’economia provinciale “Il terziario nella provincia di Treviso: le aspettative delle imprese”, promossa dal Centro studi sul terziario trevigiano e somministrata ad un campione selezionato di imprese del terziario. Il monitoraggio annuale del sentiment delle realtà imprenditoriali della Marca Trevigiana offre l’opportunità di contestualizzare il quadro economico emerso dal 2016 e di delineare le aspettative delle imprese per il 2017.

Giungono i primi segnali positivi dalle imprese trevigiane del terziario, la maggior parte delle quali dichiara un aumento del proprio fatturato nel corso del 2016, o quanto meno una sua stabilizzazione, e prevede il mantenimento di tale tendenza per il 2017. Diminuiscono ulteriormente, rispetto alla scorsa rilevazione, quelle che invece registrano un calo nelle vendite. Fanno da traino a questa timida ripresa le società di capitali più longeve, con un massimo 10 addetti e un fatturato oltre i 2 milioni di euro, operanti nel settore “Alimentare”, della “Ristorazione” e in quello del “Terziario avanzato”. 

L’andamento delle politiche aziendali adottate e le previsioni per l’anno in corso indicano una realtà imprenditoriale maggiormente orientata agli “investimenti”, focalizzati principalmente sull’“acquisto di hardware, software o nuove attrezzature” e sull’“attivazione di nuovi prodotti o servizi”, nonostante nel corso del 2016 le aziende abbiano continuato a lamentare un’imposizione fiscale troppo elevata e, in modo particolare nel comparto turistico, a riscontrare difficoltà nel mantenimento dei costi fissi di gestione dell’attività. La maggior parte degli imprenditori intervistati persiste nel ritenere prioritaria l’introduzione di agevolazioni fiscali e burocratiche da parte delle Istituzioni. 

Non cambia, nel frattempo, il grado di fiducia riposto nel proprio istituto di credito: gli avvenimenti che hanno coinvolto il sistema bancario negli ultimi anni hanno solo in parte incrinato il forte legame con il tessuto sociale che da sempre caratterizza il territorio trevigiano. La metà delle imprese conferma di non aver fatto alcuna richiesta di fido o finanziamento nel 2016 e di non essere intenzionata a farlo, quantomeno nell’anno in corso. Cresce, d’altra parte, la tendenza al ricorso a forme alternative di credito, derivanti dalla partecipazione a bandi (locali o europei) per la concessione di agevolazioni e contributi a fondo perduto. 

Nell’anno in corso, le imprese prevedono l’apertura di 18 nuove unità locali - prevalentemente nel comparto del commercio e all’interno del territorio provinciale - e l’assunzione di nuovo personale per un totale di 167 posizioni, delle quali 120 dipendenti e 47 destinate a collaboratori autonomi. 

Gli imprenditori intervistati danno spazio ai più giovani, prediligendo lavoratori con un’età compresa tra i 18 e i 29 anni, in possesso di diploma superiore o laurea e, se possibile, con un’esperienza maturata in imprese dello stesso settore o nella stessa mansione. Il tempo indeterminato continua a costituire la prospettiva migliore (assieme al tempo determinato e all’apprendistato) per i futuri neoassunti, che verranno impiegati principalmente come “addetti alle vendite” (commessi e commerciali), “magazzinieri” e “agenti rappresentanti” nel settore del commercio, come “addetti al banco”, “camerieri” e “cuochi” in quello turistico e come “addetti alla comunicazione digitale”, “tecnici informatici”, “grafici e designer” nei servizi. 

Scarica il rapporto:

Allegati
FOCUS REPORT - AGOSTO 2014

KIBS: il percorso della conoscenza
nella provincia di Treviso

Secondo i dati forniti dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Treviso, al primo trimestre 2014 nella provincia di Treviso sono 5.417 le unità locali definite come KIBS (Knowledge-Intensive Businenss Service) e 8.087 (11% del totale terziario) gli imprenditori in esse occupati. Tali imprese e studi professionali, che forniscono servizi avanzati ad elevato valore aggiunto e fanno dell’intensivo utilizzo e trasferimento di conoscenza uno dei fattori chiave della loro attività, costituiscono il 10% delle localizzazioni registrate nel settore terziario e il 21% del solo comparto dei servizi. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente queste attività non hanno subìto variazioni significative. 

Unascom Confcommercio Treviso (Federazione Territoriale delle Ascom della provincia di Treviso) ed EBiCom (Ente Bilaterale della provincia di Treviso Commercio Turismo Servizi), in collaborazione con la società di ricerca EconLab Research Network, hanno realizzato un’indagine con l’obiettivo di studiare il percorso di formazione della conoscenza e del modo in cui questo fattore si accumula nel tempo, all’interno delle aziende e degli studi facenti parte dei KIBS. Il Focus presenta la composizione del campione intervistato, la formazione scolastica e professionale degli addetti nelle imprese/studi KIBS e le modalità con cui accrescono le loro competenze nel tempo.

Scarica il documento:
Allegati
FOCUS REPORT - MARZO 2014

I giovani imprenditori del Terziario
nella provincia di Treviso

L’imprenditoria giovanile è considerata da sempre un fattore determinante per il rinnovo del tessuto imprenditoriale e per lo sviluppo economico locale. Lo diventa soprattutto in un periodo come quello attuale, in cui la disoccupazione giovanile sta registrando tassi elevati rispetto al passato e le opportunità di lavoro sono inferiori al numero dei diplomati e laureati che ogni anno terminano gli studi.
Secondo un comunicato stampa emesso da Unioncamere nel mese di febbraio 2014, sono oltre 10mila i giovani italiani con meno di 35 anni che, nel corso del 2013, hanno costituito società a responsabilità limitata semplificate, grazie alla legge n. 27 del 24 marzo 2012. Tale normativa, pienamente operativa da agosto dello stesso anno, ha dato la possibilità di avviare un’impresa con un capitale sociale inferiore ai 10mila euro, senza ulteriori spese amministrative. In questo senso, l’incentivo all’autoimprenditorialità potrebbe fornire una risposta alla crisi che sta investendo le nuove generazioni.

Nel complesso dell’economia regionale, i giovani imprenditori del Veneto ammontano a 31.018 (dati Infocamere 2013), di cui 20.628 maschi e 10.390 femmine. La provincia di Treviso raccoglie circa il 17% delle iniziative imprenditoriali giovanili della regione, stabilendosi al quarto posto rispetto alle altre province. Le attività si concentrano per la maggior parte nel settore Terziario, in particolare per il 43% nei Servizi, per il 35% nel Commercio e per il 22% nel Turismo.

Scarica il documento:
Allegati
FOCUS REPORT - GENNAIO 2014

Imprese: la domanda di lavoro
nella provincia di Treviso

Il mercato del lavoro in Italia sta cambiando rapidamente a seguito della Riforma Fornero entrata in vigore con la Legge n.92 del 28 giugno 2012, che ha modificato la disciplina di alcune tipologie contrattuali quali il contratto a tempo determinato, l’apprendistato, il lavoro intermittente e il lavoro accessorio. 
Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la riforma è mirata alla creazione di un mercato del lavoro più dinamico, favorendo l’instaurazione di rapporti di lavoro più stabili - con contratti a tempo indeterminato come principale forma di assunzione - e contrastando l’uso improprio dei cosiddetti contratti flessibili. Con l’ampliamento del contratto di apprendistato, il legislatore pone inoltre l’attenzione sui giovani e in particolar modo sulla formazione, allo scopo di facilitarne l’inserimento nel mondo del lavoro.

Alcuni degli effetti della riforma si possono rilevare dall’indagine trimestrale Excelsior sul lavoro dipendente, effettuata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro. I dati raccolti al primo trimestre del 2013 evidenziano per l’Italia una domanda di lavoro delle imprese invariata rispetto all’ultimo trimestre del 2012. Le posizioni aperte attualmente presenti nel Paese ammontano a circa 226 mila, il 61% delle quali riguardano opportunità di lavoro dipendente.

Scarica il documento:
Allegati