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GENERAL REPORT 2016 - GIUGNO 2016

Treviso Terziaria: Costruire il Futuro
Rapporto annuale sul terziario nella provincia di Treviso

Numero Tre
Treviso, maggio 2016

Nel corso del 2015 si avvertono ancora gli effetti della congiuntura sfavorevole che ha portato alla progressiva flessione del settore primario e soprattutto di quello secondario. Il tessuto imprenditoriale continua a manifestare segnali di sofferenza a livello regionale e locale, evidenziando tuttavia una riduzione nel numero di imprese più contenuta rispetto all’anno precedente. All’interno di un contesto in cui l’intera economia fatica a risollevarsi, anche il terziario mostra i primi sintomi di un rallentamento, che porta ad una stazionarietà del settore rispetto ai valori di crescita registrati nel 2014. In provincia di Treviso si assiste ad un lieve aumento delle unità locali terziarie (+0,1%), fra le quali si riduce tuttavia il numero delle sedi di impresa attive nel territorio (-0,1%). Sono i comparti dei servizi e del turismo a mantenere ancora saldo il settore, apportando un contributo di 272 (+1%) e 20 (+0,3%) nuove localizzazioni nel corso del 2015, mentre per le attività del commercio prosegue il trend negativo in atto già da alcuni anni (-225 unità locali, pari al -1%). 
A fronte di una certa condizione di stabilità delle imprese, avanza la graduale decrescita di figure imprenditoriali (-0,8%), già riscontrata all’interno della provincia nel corso degli anni precedenti: la componente femminile avverte i primi segnali di flessione (-0,2%), mentre continua a diminuire il numero di giovani con la volontà di intraprendere nuove attività (-4,8%) e ad aumentare la presenza di imprenditori stranieri (+0,4%). 
Nel complesso del quadro occupazionale, si riscontrano tuttavia gli effetti positivi della recente riforma del Governo introdotta con il Jobs Act, grazie alla cessione dei rapporti di collaborazione a progetto e ai contributi concessi alle imprese per il passaggio dalla forma di lavoro a tempo determinato a quella a tempo indeterminato. Nel corso dell’anno, il lavoro dipendente acquisisce +4.590 posti di lavoro prevalentemente provenienti dal settore dei servizi (+2.690 unità), dato confortante se paragonato al saldo complessivo di +315 posizioni conseguito a fine 2014 dal terziario. È il contratto a tempo indeterminato ad evidenziare il cambiamento più significativo, passando dal saldo negativo del 2014 ad uno positivo di +7.295 unità (principalmente grazie all'ingente contributo delle trasformazione da contratti a tempo determinato). Un segnale importante proviene anche dal forte aumento registrato nei flussi occupazionali dei giovani under 30, le cui opportunità lavorative raddoppiano nel corso del 2015, concludendo il periodo con +3.665 nuovi posti di lavoro (il 79,8% dei totali acquisiti dal terziario). Con l’entrata in vigore della riforma, il lavoro parasubordinato subisce una perdita di -1.555 posti di lavoro nell'ultimo anno (il 66,2% dei quali confluenti nel settore dei servizi), determinata dall'ingente diminuzione dei flussi nelle attivazioni delle forme contrattuali ivi comprese. La categoria più colpita risulta quella dei lavoratori over 30, con la riduzione di ben -1.265 posizioni occupazionali (l’81,4% sul totale provinciale). Prosegue, infine, la progressiva e costante decrescita del lavoro intermittente, già riscontrata a partire dal 2012 in occasione del restringimento degli ambiti applicativi di tale forma contrattuale introdotto dalla Legge n. 92/2012. Ammonta a -950 il bilancio dei posti di lavoro perduti nel corso del 2015,  il 76,3% dei quali derivanti dal settore turistico, comparto del terziario che più di frequente fa ricorso all'utilizzo dei contratti a chiamata.

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GENERAL REPORT 2015 - GIUGNO 2015

Il terziario in provincia di Treviso
Criticità, aspettative e strategie di rilancio

Numero Due
Treviso, giugno 2015

Nel corso del 2014, il sistema imprenditoriale ha manifestato un rallentamento di cui si era già colto il segnale da alcuni anni, principalmente imputabile ad una progressiva flessione del settore primario e secondario, sia a livello regionale che provinciale. In un contesto in cui l’intera economia sta subendo gli effetti della peggiore crisi dal secondo dopoguerra ad oggi, il terziario continua invece a confermare la sua capacità di tenuta. Rispetto al 2013, in provincia di Treviso si registra un aumento nel numero delle sedi d’impresa (+0,2% le imprese registrate e +0,1% le imprese attive) e più in generale delle unità locali (+0,3%). Sono i comparti dei servizi e del turismo a contribuire maggiormente a questa tendenza, apportando nel corso del 2014 rispettivamente 182 e 86 nuove localizzazioni (+0,7% e +1,5%), mentre le attività commerciali continuano a manifestare segnali di difficoltà (-109 unità locali, pari a -0,5%). 
A fronte di tale crescita, si evidenzia un calo generalizzato nel numero di figure imprenditoriali della Marca Trevigiana impiegate nel settore terziario (-0,6%). Anche in questo caso è il commercio a risentirne maggiormente, perdendo nel 2014 un totale di 325 imprenditori (-1,2%). Più contenute le variazioni relative ai comparti dei servizi e del turismo, che vedono una diminuzione di 110 e 19 imprenditori (-0,3% e -0,2%). Nel frattempo continua ad abbassarsi il numero di giovani che intraprende nuove attività imprenditoriali (-1,7%), mentre aumentano la componente femminile (+0,1%) e quella straniera (+2,7%). 
Da un punto di vista occupazionale, il primo semestre 2014 si rivela ancora un periodo di sofferenza, segnando una perdita di -1.295 posti di lavoro dipendente. È importante tuttavia notare come la contrazione dei posti di lavoro si sia dimezzata rispetto al primo semestre 2013, indice di un rallentamento della caduta occupazionale. Da considerare, inoltre, che i primi sei mesi dell’anno del terizario trevigiano risentono generalmente della dinamica negativa che contraddistingue il settore dei servizi nel secondo trimestre, generata dal turnover occupazionale registrato dal comparto dell’istruzione. Nel corso del successivo semestre si è soliti invece riscontrare un recupero occupazionale, che determina alla fine dell’anno un saldo complessivo positivo o solo leggermente negativo. La flessione del lavoro dipendente avvenuta nei primi sei mesi del 2014 si deve dunque principalmente alla crisi del comparto dei servizi (-1.584 posti di lavoro) e in particolare a quella del settore pubblico (scuola in primis), attenuata dalla lieve compensazione dei saldi rilevati nel turismo (+193 posti di lavoro) e nel commercio (+96 posti di lavoro). I lavoratori più colpiti, rispetto al primo semestre del 2013, sono le donne (-1.775 posti di lavoro) e gli over 30 (-2.734 posti di lavoro). Positivo il dato relativo alla componente giovanile, in aumento durante lo stesso periodo di +1.439 unità, anche se la maggior parte delle assunzioni nel settore terziario (64%) continuano ad avvenire sotto forma di contratti temporanei (tempo determinato, di sostituzione e interinale).

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GENERAL REPORT 2014 - GIUGNO 2014

Il terziario in provincia di Treviso
Crisi, trasformazioni e opportunità di sviluppo

Numero Uno
Treviso, giugno 2014

E’ una provincia che sta tirando fuori una forte vocazione terziaria, con eserciti di piccole e piccolissime imprese, dislocate in ordine sparso lungo tutto l’asse Nord-Sud, da Vittorio Veneto a Mogliano, quella “ritratta” nella fotografia scattata dal Centro studi sul terziario trevigiano di Confcommercio ed EBiCom, con il supporto di Veneto Banca, che oggi, venerdi 13 giugno, ha presentato il General Report 2014 all’Auditorium S. Croce, alla platea di politici, imprenditori, sindacati.

Già dallo scorso anno, il commercio, il turismo ed i servizi della provincia di Treviso trovano nel Centro Studi un monitoraggio costante e ragionato che EBiCom e Confcommercio mettono a disposizione dell’intera comunità per comprendere a fondo la fisionomia economica del territorio.
Mentre a giugno del 2013 il terziario (rispetto all’anno precedente), appariva forte numericamente e con tutte le possibilità di passare da “gregario” a “trainante”, nel giugno 2014 il terziario sente tutto il peso della crisi, che nel 2013 si è fatta sentire in tutti i settori, pur confermandolo, con le sue 54.688 unità locali, pari al 56% dell’economia, il più “consistente” dell’intera economia, al quarto posto tra le provincie venete e tutto sommato ancora “resistente”, visto che riesce a vantare un saldo complessivo di 106 nuove aziende sorte negli ultimi due anni.

Ecco in sintesi, tutti i numeri del terziario: 23.380 imprese (43%del totale) sono nel commercio, 5.800 imprese (11%) sono nel turismo, mentre 25.488 imprese (46% ) sono nei servizi. In totale conta 73.155 imprenditori attivi, in gran parte compresi nelle due fasce di età 30-49 e 50-69 anni. Sul fronte occupazionale, il terziario coinvolge un numero complessivo di 214 mila lavoratori (pari al 56% del totale occupazionale provinciale), ma nell’ultimo anno il terziario perde 3.588 posti di lavoro, cresce nel complesso il ricorso al lavoro temporaneo e determinato.

Un veloce sguardo ai vari settori fa vedere aumenti in particolare nei settori del commercio, come la vendita porta a porta, nei banchi e nei mercati cittadini, mentre calano moda ed abbigliamento, mobili, articoli per la casa ed illuminazione, ma anche auto, moto ed immobili, segno evidente che i consumatori trevigiani sono sempre più propensi a rinunciare o a rinviare gli acquisti importanti ed impegnativi. 
Non rinunciano invece ai servizi alla persona e di cura, si consolidano infatti tutti gli investimenti sul benessere, anche sulle assicurazioni e sulla consulenza professionale e scientifica (agraria, sicurezza).
Sul fronte ricettivo e del divertimento, mantengono ritmi di crescita le attività di lotteria, le scommesse, le case da gioco, elementi questi che danno l’idea della fragilità della società attuale e che pongono alla comunità nuove sfide educative.

Se volessimo tracciare una traiettoria nel breve e medio termine, si potrebbe dire che il terziario appare un settore “accogliente” per professioni specializzate che mirano alla cura della persona, dell’anziano, o che riguardano in generale l’istruzione, per servizi tecnici molto qualificati in materia di sicurezza, ICT, agraria, per un commercio alimentare ed una ristorazione che puntano al biologico, al km zero, al naturale, per formule turistiche innovative per brevi soggiorni. Tengono, in sostanza, tutti i servizi che ruotano attorno al “sociale”, al turismo sostenibile, ed all’alimentazione sana e naturale.

Grazie allo strumento conoscitivo del General Report, “la bilateralità”- conferma Mario Piovesan, presidente di EBiCom- “potrà indirizzare risorse per progetti formativi ed avviare sostegni mirati ad imprese e lavoratori, nel segno della riqualificazione necessaria per interpretare le sfide della nuova economia.”
“A questo mondo che sta cambiando, fatto di piccole imprese e piccoli fatturati”- conclude il presidente di Confcommercio Guido Pomini- “occorre dare risposte e certezze, e soprattutto segnali concreti da parte della Politica”.

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GENERAL REPORT 2013 - MAGGIO 2013

Il terziario in provincia di Treviso
Analisi ed evidenzie del sistema economico terziario

Numero Zero
Treviso, maggio 2013

Non c’è ripresa senza terziario: è questa la premessa dalla quale è nato il progetto che assume ora, grazie anche alla realizzazione di questo volume, forma e sostanza. Occorre comprendere a fondo questo variegato comparto, fatto di piccole, medie o grandi imprese che operano nel commercio, nella distribuzione, nel turismo e nei servizi, con l’obiettivo di definire i nuovi contorni di questo ampio arcipelago economico che segnerà il passo nella difficile e, forse non ancora vicina, strada della ripresa.
Questi anni di crisi hanno cambiato la geografia del sistema economico, sia nazionale che locale, facendo sparire le realtà tradizionali e meno dinamiche e mettendo in evidenza - e l’autorevole studio contenuto in queste pagine lo dimostra - il fatto che sarà proprio il terziario, con le sue connotazioni innovative, flessibili, dinamiche, ma anche umane e sociali, a caratterizzare la nuova Economia, quella con la lettera maiuscola che riuscirà a superare la prova della crisi e che si connoterà con produzioni eccellenti, con idee di qualità, con aggregazioni tra imprese e servizi ad alto contenuto di conoscenza, con l’inserimento nel mercato di nuove professioni. L’economia che verrà non potrà prescindere da una nuova alleanza: quella di un sistema manifatturiero nuovo e moderno, supportato ed amplificato da un sistema terziario in grado di offrire reti distributive efficienti, servizi qualificati e competitivi, valore aggiunto e comunicazione al prodotto.
Solo così, si potrà ripensare ad un nuovo modello di sviluppo, che guarda al futuro attraverso due dimensioni: quella verticale e qualitativa delle produzioni e quella orizzontale ed ampia dei servizi e del commercio, per una visione di insieme che ridarà al terziario una nuova sovranità fatta di competitività, valore, conoscenza e qualità.In questa nuova mappatura - che avrà anche il merito e l’onore di far emergere “i territori” con le loro peculiarità ed eccellenze - anche il turismo troverà nuova linfa e sostegno. Sarà importante muovere davvero, tutte insieme, le leve dello sviluppo, ben sapendo quanto è importante il turismo come volano per l’economia, per l’industria culturale, per l’evoluzione della società ed il benessere degli individui.

Con questa forte consapevolezza ed in questo specifico contesto, è maturata l’idea di scandagliare a fondo il terziario e di dedicargli un’intensa giornata di studio, per scattare sì una bella e suggestiva fotografia del terziario, ma soprattutto col desiderio di incorniciarla degnamente, fornendo quindi risposte politiche mirate, mettendo in campo le necessarie strategie, individuando nuovi strumenti contrattuali e prevedendo adeguati incentivi per lo sviluppo.

Guido Pomini
Presidente provinciale Confcommercio


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